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| Idee per un Programma di Catechismo |
Catechesi
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1 ) Programmare il corso di catechismo come un viaggio a tappe, che poi è l' esperienza stessa fatta da Gesù nella sua predicazione: Gesù che ci trasmette il Vangelo mentre cammina per le vie della Palestina. 2) Ogni tappa deve avere dei contenuti e dei segni propri e ci si "sposta" tutti insieme come classe: nessuno deve rimanere a Nazaret se tutto il gruppo è arrivato a Cana. 3) Chi non "partecipa" allo spostamento (= le assenze) non può prendere parte alla tappa successiva se prima non avrà recuperato i valori raggiunti dagli altri. Da qui la necessità che ogni ragazzo sia seguito "personalmente" dal catechista e/o dai genitori. Se si riesce ad avere con i genitori un dialogo aperto e franco (non interessato alla sacramentalizzazione!) non sarà necessario essere fiscali. 4) Si deve cominciare con un incontro tra Genitori e Catechisti (classe per classe); possono essere presenti anche i ragazzi. Non si accettano al catechismo i ragazzi dei quali prima non abbiamo incontrato i Genitori: è quindi necessario che tutti i Genitori partecipino a questo incontro. Si deve far capire che il ruolo dei Genitori è determinante altrimenti continueremo ad avere il loro disinteresse (salvo che nei momenti di ammissione ai sacramenti) e i ragazzi continueranno a collezionare assenze, soprattutto alle celebrazioni, determinate dai più svariati motivi (sport, sonno, visita ai cimiteri, ai nonni ecc... ): il catechista aiuta i genitori, non li sostituisce, neanche in parte. 5) I Genitori devono capire e di conseguenza prendere atto che i responsabili dell' educazione religiosa dei propri figli sono loro (vedi rito del matrimonio) ed i catechisti sono delegati e la Comunità si fa carico della responsabilità dei Genitori e della delega ai Catechisti: è quindi necessario un continuo dialogo tra le tre realtà: Genitori, Catechisti e Parroco (= responsabile della Comunità). 6) Il Catechismo non ha la funzione di condurre i ragazzi ai vari sacramenti, ma di insegnare loro il messaggio di Gesù: "La buona notizia del Regno". Non ci saranno quindi promossi o bocciati, ma solo ragazzi che hanno percorso determinate tappe e altri che ancora sono in cammino. Questa visione del cammino catechistico va illustrata anche graficamente, in ogni classe, attraverso una grande carta della Palestina (anche se sommaria) appesa alla parete, dipinta dal Catechista, o da chi per lui, dove sia evidenziato il cammino di Gesù attraverso i vari villaggi e i temi che in quel luogo sono stati da lui trattati. Questa carta mostrerà (attraverso bandierine con i nomi dei bambini, o grafici o altro...) il gruppo che cammina verso le tappe intermedie e finali del percorso e coloro che sono rimasti indietro (= assenze) e dove sono rimasti. È chiaro che questi bambini vanno recuperati al più presto ma bene e senza forzature: è importante che i Genitori collaborino al recupero dei percorsi arretrati e non si permetta in modo assoluto a nessun ragazzo di essere inserito in una tappa alla quale non è ancora arrivato. Un conto è la disponibilità al recupero dei ritardatari (fino al punto di fermare gli altri, se creduto opportuno, fino anche a lasciarli a casa - cioé senza fare catechismo per quel giorno!), altra cosa è immetterli in un punto della strada che non hanno ancora raggiunto! 7) È necessario che i ragazzi siano coinvolti
sia dall'ambiente geografico e storico del messaggio che
dai segni e soprattutto dal contenuto di questi. Usare i mezzi audiovisivi ma non affidarsi "esclusivamente" ad essi. Meglio la realtà, anche se "povera"! 8) Se i ragazzi continuano a venire perché forzati ("altrimenti non fai la Confessione/Comunione/la Cresima!") vuol dire che il metodo che stiamo usando va ulteriormente aggiornato e calato meglio nella realtà "personale" di ciascuna classe. 9) Non dimenticare mai il fine da raggiungere con il cammino catechistico: la conoscenza di Gesù e del suo messaggio e come tradurlo in modo di vivere. Non è invece fine del cammino catechistico ricevere questo o quel sacramento. Questo vuol dire che, se il cammino catechistico non si concluderà con prima Confessione, prima Comunione e Cresima, non per questo è un fallimento, se siamo riusciti a far camminare i ragazzi verso la meta prefissata. Sarà invece un fallimento se avremo perso qualcuno per strada o se di strada non ne avremo percorsa niente o quasi! 10) Come fare in pratica. a - Formare Catechisti interessati al cammino catechistico proposto. Discutere con loro il modo migliore di attuarlo, preparare le lezioni con grande cura. Fare anche degli esercizi pratici per familiarizzarsi col metodo. Ascoltare tutte le difficoltà da loro proposte e discuterne insieme, cercando una comune soluzione. Realizzare un gruppo capace e convinto. b - Fare qualche incontro con i Genitori soprattutto con quelli che hanno bambini del primo anno di catechismo. Spiegare loro con cura tutto il processo educativo del cammino catechistico. Responsabilizzarli sul loro ruolo nell'educazione cristiana dei propri bambini. Offrire tutto il supporto necessario (presenza del catechista, pubblicazioni e altro...) perché questo ruolo possa essere da loro assunto. Far capire bene ai Genitori che le assenze dei loro figli non vanno giustificate perché si dà per scontato che ogni Genitore si fa interamente carico della formazione religiosa del proprio figlio e, comunque non deve pretendere che al Bambino "sia comprato un gelato in un bar di Gerusalemme, se lui si è fermato a Gerico!". In altre parole, tutti i bambini devono percorrere tutte le tappe, non in forma riassuntiva, ma pienamente. Questo comporta classi poco numerose (possibilmente meno di 20 bambini e non di più) e la partecipazione di uno o due vice catechisti per ogni classe, oltre, la naturale partecipazione e coinvolgimento dei Genitori. Anzi la partecipazione alle lezioni da parte dei Genitori può essere di aiuto se ben pilotata, altrimenti può diventare ingombrante e non sempre positiva. c - Fare un incontro (o più di uno se necessario) con Bambini - Genitori - Catechisti tutti insieme, per dare sicurezza ai Bambini e creare spirito di collaborazione con i Genitori in modo che l'ora di catechismo sia vista come "un momento di educazione familiare". d - Preparare, insieme ai Bambini, nella prima lezione (potrebbe essere quella insieme anche ai Genitori) la carta del viaggio da intraprendere, con le varie tappe (= lezioni) determinate dai paesi della Palestina dove Gesù è stato, e la meta finale dell'anno catechistico. Preparare tanti tondini di cartone quanti sono i Bambini della classe e scrivervi sopra i rispettivi nomi e un eventuale simbolo. Si aggiunga un cerchietto con il nome di Gesù e uno per ciascun Catechista e Vice. Questi cerchietti saranno usati per segnare le presenze alle varie tappe e verranno spostati sulla carta dell'itinerario del viaggio via via che il cammino procede. Si saprà così immediatamente a che punto si trova ciascun bambino e diventerà uno stimolo a fare gruppo per camminare tutti insieme con Gesù nel suo viaggio in mezzo agli uomini. e - I Catechisti in un loro incontro da soli, fisseranno l'argomento di ogni tappa, il contenuto del messaggio da trasmettere, il segno particolare da usare per rendere vivo l'insegnamento. Di questi incontri se ne dovranno fare quanti saranno necessari. f - Quando un bambino rimane indietro, per qualsiasi motivo, compresi (solo all'inizio dell'anno catechistico!) anche quelli futili, bisogna organizzarne il recupero, con la collaborazione dei Genitori e dei vice catechisti, il più presto possibile: il vedersi posizionato molto lontano dal gruppo, crea nel Bambino un senso di scoraggiamento e la voglia di abbandonare tutto o comunque gli farà perdere l'entusiasmo per il "cammino" catechistico. Come cominciare Esempio di prima lezione A - La Catechista passa dalle case dei bambini, li preleva e li porta alla sala del catechismo. Ripete così in modo "profetico" il gesto di chiamata di Gesù per i discepoli che verrà letto nel Vangelo. B - La Carta della Palestina (già preparata nella/e riunione precedente) mostra il Nord della Palestina con in evidenza Nazaret e Cafarnao. In un angolo si abbia cura di porre una carta completa della Palestina (formato piccolo, fotocopiata da una delle tante Bibbie) in modo da poter indicare ai Bambini, in modo più corretto, l'ubicazione Geografica del passo del Vangelo che guiderà i nostri passi insieme con Gesù. C - Fissare alcuni "paletti" del periodo storico (come fa, del resto, ogni tanto anche il Vangelo e come fa sempre, anche se "genericamente": ... in quel tempo. , la liturgia.). Si potrà Dire che la Palestina al tempo di Gesù è conquistata dai soldati romani e che viene governata attravero i rappresentanti dell. imperatore che sta a Roma e che in questo periodo è Tiberio. Siamo circa nell'anno 27. Gli Ebrei, compatrioti di Gesù si sentono oppressi da questo dominio e schiavi dei loro conquistatori e aspettano che finalmente Dio mandi il "Messia" (= unto = incaricato di un compito particolare, come i sacerdoti, i re ed i profeti) per liberarli. D -Si legge Matteo 4, 12-25
Integrando con Gv. 1
Integrando con Lc.4
Integrando con Mc.1
N.B. Non necessariamente si devono leggere tutti e quattro i testi, ma se ne potrà leggere uno che il catechista poi si curerà d'integrare.
E . Si faccia notare - che il libro che parla di Gesù si chiama Vangelo e che è stato scritto da quattro autori che si chiamano evangelisti. Si avrà modo in seguito di parlare più diffusamente del come è nato il Vangelo e di come ci è stato trasmesso e perché è "parola di Dio". Non si diamo ora tante spiegazioni, sarà più semplice farlo in pratica quando se ne presenterà l'occasione. - che ci sono quattro racconti di questo inizio della predicazione di Gesù. - che anche la catechista "è passata" e ha chiamato per nome i vari bambini, proprio come Gesù (fare in modo, se possibile, - che qualche amico chiami il proprio amico, proprio come nel Vangelo!) - Indicare il percorso sulla cartina e spiegare la divisione della Palestina in regioni (Galilea - dove abitava Gesù - Samaria, Giudea - dove è nato - Decapoli - oltre il Giordano, regione dei pagani). - che si tratta dell. inizio della predicazione di Gesù: a) quale è il messaggio : - convertitevi e credete al vengelo (= buona notizia = Dio ama tanto il suo popolo che ha mandato il suo Figlio a liberarlo). - il regno dei cieli è vicino (regno di Dio): che cosa è il regno dei Cieli? b) a chi è rivolto il messaggio : - nella storia e nella geografia - oggi: quanto siamo coinvolti noi in questo messaggio? - abbiamo noi mai portato dei messaggi? Quali? Come reagisce chi li riceve? - oggi, tornando a casa abbiamo qualche messaggio da portare? Quale?
Concludendo Queste sono delle idee gettate lì, provocate
soprattutto dalla riflessione sulle lamentele generali dei catechisti
che dicono che i bambini, in genere, non vanno volentieri al catechismo,
non seguono con interesse, mancano facilmente alla messa; i genitori
non sono coinvolti, s'interessano al catechismo solo nei momenti immediatamente
precedenti l'amministrazione dei sacramenti ai loro figli. E se si tentasse anche un coinvolgimento dei Padrini???? Per preparare le lezioni ci si servirà del Catechismo CEI dell'anno corrispondente alla classe che c'interessa, naturalmente non seguendo l'ordine delle pagine ma usando i capitoli secondo il cammino prefissato. Se avete anche voi proposte da fare o suggerimenti per migliorare ciò che viene qui proposto, servitevi del modulo qui a fianco oppure del mio indirizzo di posta elettronica riportato qui sotto e tutto ciò che proporrete sarà preso in considerazione e proposto a tutti. P. Alberto Fazzini
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Le Beatitudini |
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Centro Giovanile Domenicano Selargius (CA) per informazioni: info@predicazione.it
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