26 luglio: meno nove: Il PAESE CATARO
Giubileo Domenicano

Siamo arrivati a Fanjeax. Quando ero ragazzo e sentivo nominare questo paese, mi ricordo che la fantasia errava libera per contrade e castelli del “paese cataro”. Qui Domenico comincia la sua grande e nuova esperienza di predicatore itinerante, qui ha incontrato i primi Fratelli e fondato e organizzato il monastero per le “Sorelle” a Prouilhe.

Le strade che mettono in comunicazione i piccoli centri qui intorno sono state percorse in tutte le direzioni dai “pugili della fede”.

FANJEAUX

Qui le crisi per le mancate conversioni… Mi immagino Domenico la sera, da solo nella sua casa (dove sosteremo anche noi a pregare e fantasticare…): prega organizza il suo apostolato, si flagella per i poveri peccatori, si lamenta con Maria, come fa un figlio, della grande fatica spesa e dei pochi frutti raccolti…

 
PROUILHE

Gli viene quindi spontaneo ripensare alla sua Osma, al silenzio del chiostro, al sereno pregare nel coro con i confratelli canonici,  alle “chiacchierate” con loro, allo studio…

MONTREAL
       
PAMIERS

E invece Fanjeaux: una terra straniera, tra gente spesso ostile, a discutere, predicare, convincere…

Ogni giorno bisogna mettere in discussione la propria fede e la propria credibilità, mettere in gioco la propria vita. Spendersi per i Regno.

Sono stato altre volte in questi luoghi e sempre mi sono ritrovato a sognare…: piedi scalzi su sentieri pietrosi, agguati di malintenzionati che vogliono toglierti la vita, pellegrini che si affiancano al predicatore nel suo cammino, porte che si aprono per un’elemosina o che restano ostinatamente chiuse, quando pure non ti sono sbattute in faccia. E Domenico continua a camminare portando il Messaggio. La strada risuona del suo canto a Maria “Ave Maris stella… iter para tutum” e avanti nel nome del Signore Gesù.

BEZIERS
       
MIREPOIX

Vari cronisti raccontano che proprio da Prouilhe Domenico ha inviato i “suoi Frati Predicatori” per le strade del mondo, a due a due, come nel Vangelo: era la Pentecoste del 1217, maggio, e tutto intorno era fiorito e profumava di primavera: “il grano conservato nei granai marcisce”: comincia così la primavera dell’Ordine. Da questo momento gli orizzonti si allargano “fino ai confini della terra”: l’Ordine respira la universalità della Chiesa.

Fra alberto